Gli anime anni 70 rappresentano un’epoca magica che ha segnato per sempre l’immaginario collettivo di milioni di persone. I cartoni animati giapponesi di quegli anni furono il primo vero ponte tra l’Italia e l’incredibile universo dell’animazione nipponica, portando nelle nostre case un mix esplosivo di emozioni, storie che spezzavano il cuore e robot giganteschi pronti a tutto.
Pensaci: chi non ha mai pianto guardando le avventure di un piccolo orfano coraggioso o non ha mai sognato di pilotare un mecha invincibile? I migliori anime degli anni ’70 non erano semplici cartoni per bambini, ma autentiche opere d’arte che affrontavano temi profondi come l’abbandono, l’identità, l’amore e persino la morte.
In questo viaggio nella nostalgia, esploreremo insieme i capolavori che hanno definito un’intera generazione: dalle lacrime di Heidi alle risate con Lupin III, dalla malinconia di Capitan Harlock all’adrenalina di Goldrake. Che tu sia un nostalgico alla ricerca dei ricordi della propria infanzia o un appassionato di manga e animazione che vuole scoprire le radici di tutto, questa guida ti porterà nel cuore pulsante di un decennio irripetibile. Se sei nuovo al mondo dell’animazione giapponese, ti consiglio di leggere prima cosa sono gli anime per comprendere meglio questo incredibile universo narrativo.
1. Heidi: Il Migliore Anime degli Anni ’70 che Cambiò Tutto

Il primo anime degli anni ’70 ad aver conquistato davvero l’Italia fu Heidi, e che conquista! Diretta dal maestro Isao Takahata con il prezioso contributo di Hayao Miyazaki, questa serie animata basata sul romanzo di Johanna Spyri fece qualcosa di rivoluzionario: dimostrò che i cartoni animati giapponesi potevano far piangere anche gli adulti.
La storia della piccola orfana che vive con il nonno tra le montagne svizzere toccò corde emotive che nessuno si aspettava. Con i suoi 52 episodi, Heidi non era solo intrattenimento: era pura poesia visiva che insegnava valori universali attraverso la semplicità di una bambina e la maestosità della natura.
Questo primo anime fondamentale aprì le porte a tutto quello che sarebbe venuto dopo, dimostrando che l’animazione giapponese aveva qualcosa di speciale da offrire al mondo occidentale. Fu l’inizio di una storia d’amore che dura ancora oggi.
2. Le Avventure di Lupin III: Cartoni Animati Giapponesi per Adulti

Se Heidi aveva aperto la strada, Lupin III la spalancò definitivamente. Creato dal geniale Monkey Punch, questo anime giapponese portò sullo schermo qualcosa di completamente nuovo: un cartone animato pensato anche per gli adulti, con dosi generose di azione, ironia e sensualità.
Le avventure del ladro gentiluomo, ispirate ai romanzi di Arsène Lupin, arrivarono in Italia verso la fine degli anni ’70 e furono una rivelazione. Lupin, con la sua banda di complici e l’irresistibile femme fatale Fujiko, dimostrò che l’animazione poteva essere sofisticata, intelligente e maledettamente divertente. In molti modi, Lupin III anticipò quello che sarebbe diventato il genere dei migliori anime seinen, ovvero anime pensati per un pubblico adulto.
Non era raro che le puntate affrontassero temi maturi, motivo per cui inizialmente veniva trasmesso in orari serali. Lupin III non era solo un cartone animato: era una finestra su un mondo più complesso e affascinante.
3. Capitan Harlock: Migliori Anime degli Anni ’70 Spaziali

Nel panorama degli anime anni 70, Capitan Harlock occupa un posto specialissimo. Creato dall’impareggiabile Leiji Matsumoto, questo pirata dello spazio melanconico e nobile incarnava perfettamente l’animo romantico del Giappone post-bellico.
Trasmesso in Italia dal 1979, Harlock non combatteva solo contro nemici spaziali, ma anche contro un’umanità decadente e indifferente. La sua figura solitaria e ribelle, animata dal prestigioso studio di animazione Toei, creò un’atmosfera cupa e affascinante che ancora oggi fa venire i brividi.
Questo capolavoro rappresenta l’essenza della narrativa fantascientifica giapponese: profonda, filosofica e incredibilmente emotiva. Accanto a Galaxy Express 999, rimane una delle opere più importanti di Matsumoto.
4. Goldrake, Jeeg Robot e Daitarn 3: Cartoni Animati Giapponesi Mecha

Gli anni ’70 videro esplodere il genere mecha, e che esplosione! UFO Robot Goldrake aprì le danze, seguito da Jeeg Robot d’acciaio e Daitarn 3, tutte opere del visionario Go Nagai che ridefinirono completamente l’idea di cartone animato.
Goldrake, con il principe Actarus e la sua lotta contro le forze di Vega, divenne un vero e proprio fenomeno culturale quando andò in onda in Italia nel 1978. Le battaglie spettacolari, l’inconfondibile colonna sonora e le tematiche profonde sulla guerra e l’identità lasciarono un segno indelebile in un’intera generazione.
Jeeg Robot d’Acciaio portò invece il concetto rivoluzionario del ragazzo androide: Hiroshi, metà uomo e metà cyborg, rappresentava il perfetto equilibrio tra umanità e tecnologia. Questi migliori anime degli anni ’70 non erano solo robot che si picchiavano: erano riflessioni profonde sul futuro dell’umanità.
5. Remì: Anime degli Anni ’70 che Commuove

Tra i cartoni animati giapponesi che hanno fatto versare fiumi di lacrime, Remì occupa un posto d’onore nel cuore di tutti noi. Basato sul romanzo per ragazzi di Hector Malot, questa serie animata da 26 episodi raccontava la struggente odissea di un giovane orfano che attraversa la Francia in cerca della madre.
Accompagnato solo dal musicista errante Vitali e da un gruppo di animali da spettacolo, Remì affrontava povertà, abbandono e sofferenza con una dignità che commuoveva anche i cuori più duri. La serie, trasmessa in Italia alla fine del decennio, dimostrò ancora una volta la straordinaria capacità dell’animazione giapponese di trattare temi profondi con sensibilità e autenticità. Non a caso, Remì è ancora oggi considerato uno degli anime tristi più toccanti di sempre.
L’adattamento italiano, con il suo doppiaggio emozionante e la colonna sonora toccante, contribuì a rendere Remì uno dei migliori anime degli anni ’70 e un pilastro dell’anime televisivo drammatico.
6. Kyashan il Ragazzo Androide: Migliori Anime Cyborg degli Anni ’70

Prima che il cyberpunk diventasse di moda, c’era Kyashan. Questa serie anime esplorò per prima il tragico concetto di cyborg in chiave riflessiva e drammatica. Tetsuya, il protagonista, sacrifica la propria umanità per diventare Kyashan e fermare una rivolta di robot guidata dal crudele Braiking Boss.
Trasmessa in Italia negli anni ’70, la serie si distingueva per l’ambientazione cupa, le battaglie cariche di pathos e i dilemmi morali del protagonista. L’aspetto più affascinante era proprio la natura ibrida di Kyashan: un uomo trasformato in macchina, costretto a rinunciare ai propri sentimenti per salvare il mondo.
Sebbene non raggiunse la popolarità di altri anime più famosi, Kyashan è oggi considerato un capolavoro di culto che anticipò molte tematiche care al genere fantascientifico moderno.
7. Lady Oscar: Cartoni Animati Giapponesi Storici

Tra le opere più raffinate degli anime anni 70, Lady Oscar brilla per l’originalità dell’ambientazione storica e la profondità dei temi trattati. Ambientata nella Francia del XVIII secolo, la serie segue Oscar François de Jarjayes, una donna cresciuta come uomo per servire Maria Antonietta come comandante delle guardie reali.
Questo anime giapponese seppe fondere magistralmente dramma storico, riflessione sull’identità di genere e critica sociale. Oscar si muoveva in un mondo di ingiustizie, intrighi di corte e tensioni rivoluzionarie, portando lo spettatore a interrogarsi sul significato del dovere e della libertà personale.
Anche se in Italia fu trasmesso nei primi anni ’80, Lady Oscar è figlia spirituale del decennio precedente e rappresenta uno dei vertici assoluti dell’animazione nipponica. La sua forza emotiva e la narrazione intensa lo rendono ancora oggi uno dei cartoni animati più amati di sempre.
8. Yattaman: Migliori Anime Comici degli Anni ’70

Se gli altri anime facevano piangere, Yattaman faceva sganasciare dalle risate! Spin-off della saga Time Bokan, questa serie animata giraba attorno allo scontro esilarante tra i giovani eroi Yatta 1 e Yatta 2 e l’indimenticabile Trio Drombo: Miss Dronio, Boyakki e Tonzula.
Ogni episodio seguiva una formula ricorrente ma sempre imprevedibile: i malvagi architettavano piani strampalati per rubare misteriosi frammenti di tesoro, solo per essere sistematicamente sconfitti da robot sempre più assurdi costruiti dai protagonisti.
L’umorismo slapstick, i giochi di parole irresistibili e l’animazione caricaturale resero Yattaman irresistibile a tutte le età. Il Trio Drombo, in particolare, rimane ancora oggi uno dei gruppi di villain più amati della storia dell’animazione.
9. Jenny la Tennista: Anime degli Anni ’70 Spokon

Jenny la tennista (Ace o Nerae!) merita un posto speciale nella storia degli anime anni 70 come una delle prime serie del genere spokon – quello sportivo. Jenny, studentessa talentuosa ma insicura, viene scelta per la squadra di tennis del liceo, dove affronta rivali agguerrite, allenamenti massacranti e drammi personali intensi.
Trasmessa in Italia con 26 episodi, la serie riuscì a trasmettere in modo incredibilmente efficace le emozioni dello sport: l’ansia da prestazione, il senso di squadra, il desiderio di riscatto. Non si trattava solo di vincere partite, ma di crescere come persone.
Jenny aprì la strada a tutto il filone degli anime sportivi, contribuendo alla diffusione del manga sportivo e consolidando il successo del spokon in tutto il mondo.
10. Galaxy Express 999: Cartoni Animati Giapponesi Filosofici

Galaxy Express 999, altra perla di Leiji Matsumoto prodotta dalla Toei Animation, è forse l’opera più poetica e filosofica tra i cartoni animati giapponesi degli anni ’70. Il giovane Tetsurō viaggia su un treno spaziale con la misteriosa Maetel, cercando un pianeta dove trasformarsi in cyborg per sfuggire alla povertà e alla morte.
Ogni stazione del viaggio rappresenta una riflessione diversa sul destino umano, la tecnologia e il valore della vita. La serie animata, iniziata nel 1978, affronta tematiche profondissime: la perdita, l’umanità, la disumanizzazione tecnologica.
Galaxy Express 999 si distingue per lo stile unico, la narrazione episodica ricca di significato e le atmosfere malinconiche tipiche di Matsumoto. È un film di animazione travestito da serie TV, e resta uno dei capolavori assoluti dell’animazione di quegli anni.
11. Anna dai Capelli Rossi: Migliori Anime degli Anni ’70 dalla Letteratura

Anna dai capelli rossi, tratto dal celebre romanzo per ragazzi di Lucy Maud Montgomery, rappresenta uno dei vertici artistici degli anime anni 70. Diretto da Isao Takahata con scenografie curate da Hayao Miyazaki, è l’esempio perfetto di come adattare la letteratura in serie animata.
Anna è una giovane orfana dall’immaginazione vivace, adottata per errore da due fratelli canadesi che volevano un ragazzo per i lavori nei campi. La serie anime da 52 episodi mostra la crescita della protagonista in un contesto ricco di paesaggi naturali mozzafiato e relazioni umane profonde.
Trasmesso in Italia con grande successo, contribuì a far apprezzare l’animazione giapponese come forma d’arte raffinata e sensibile, consolidando la reputazione del realismo psicologico negli anime.
12. Candy Candy: Anime degli Anni ’70 che Conquistarono i Cuori

Poche serie hanno toccato le corde del cuore come Candy Candy. Ambientata tra America ed Europa di fine Ottocento, segue le vicende di Candy, un’orfana vivace e coraggiosa che affronta una vita costellata di lutti, amori perduti e ingiustizie sociali.
Trasmessa in Italia con enorme successo, Candy Candy definì l’immaginario collettivo di intere generazioni, soprattutto femminile. L’animazione elegante, i personaggi sfaccettati e le trame ricche di colpi di scena erano tipiche dei migliori anime ispirati ai manga shōjo.
Con una protagonista resiliente e una narrazione che non aveva paura di affrontare temi duri come il classismo e il sacrificio, Candy Candy rimane uno dei punti di riferimento assoluti per l’animazione sentimentale. Insieme a Lady Oscar, Candy rappresenta perfettamente l’evoluzione dei personaggi anime femminili forti e indipendenti che hanno segnato la storia dell’animazione.
13. Doraemon: Cartoni Animati Giapponesi per Famiglie

Impossibile parlare di anime anni 70 senza menzionare Doraemon, creato dal duo Fujiko F. Fujio. Questo anime giapponese racconta le avventure del gatto robot venuto dal futuro per aiutare Nobita, un ragazzo pigro e sfortunato, con i suoi gadget miracolosi.
Con la sua animazione semplice ma efficace e la natura episodica delle storie, Doraemon divenne rapidamente un fenomeno intergenerazionale. Le soluzioni spesso bizzarre ai problemi quotidiani, unite a una sottile riflessione morale, resero la serie irresistibile per tutta la famiglia.
Trasmesso per la prima volta in Giappone negli anni ’70, Doraemon è una delle serie televisive più influenti di sempre e ha avuto un impatto enorme nella diffusione della cultura anime nel mondo.
14. Mimì e la Nazionale di Pallavolo: Migliori Anime Spokon degli Anni ’70

Nel genere spokon, Mimì e la nazionale di pallavolo (Attack No. 1) rappresenta una pietra miliare assoluta. Fu tra le prime serie anime a mostrare sullo schermo le difficoltà, le ambizioni e i sacrifici delle atlete, con un realismo che lasciava senza fiato.
Mimì Ayuhara entra nella nazionale di pallavolo e affronta sfide fisiche e mentali durissime per diventare campionessa. L’anime mostrava allenamenti estremi, partite cariche di tensione emotiva e legami di squadra che andavano oltre il semplice sport.
Trasmettere questo tipo di contenuto fu rivoluzionario: non si parlava solo di competizione, ma anche di forza interiore, determinazione e crescita personale. L’impatto sull’immaginario sportivo femminile fu profondo e duraturo.
15. Jeeg Robot d’Acciaio: Anime degli Anni ’70 Mecha e Cyborg

Nel ricco panorama dei mecha anni ’70, Jeeg Robot d’Acciaio di Go Nagai occupa un posto d’onore per la sua originalità narrativa. Hiroshi Shiba, giovane atleta trasformato in cyborg dopo un incidente, può trasformarsi nel torso di Jeeg Robot grazie a un potere magnetico, mentre gli altri componenti gli vengono lanciati dalla base operativa.
Le due stagioni della serie, trasmesse in Italia con grande successo, contribuirono a consolidare definitivamente il genere mecha tra i cartoni animati giapponesi. Non si trattava solo di robot giganti: c’erano dinamiche emozionali complesse, riflessioni sulla tecnologia e sull’identità umana.
Jeeg Robot d’Acciaio rappresenta l’evoluzione naturale del genere, dimostrando come Nagai fosse sempre un passo avanti nel combinare azione, tecnologia e profondità narrativa.
L’Eredità dei Migliori Cartoni Animati Giapponesi degli Anni ’70
Quando pensiamo agli anime anni 70, non stiamo semplicemente ricordando dei cartoni animati. Stiamo celebrando un’epoca che ha cambiato per sempre il modo di raccontare storie attraverso l’animazione. Questi capolavori hanno dimostrato che l’animazione giapponese poteva essere arte, intrattenimento, riflessione sociale e crescita personale tutto insieme.
Da Heidi a Galaxy Express 999, da Lupin III a Candy Candy, ogni serie ha lasciato un segno indelebile nell’immaginario collettivo. I migliori anime di quegli anni hanno affrontato temi universali – l’abbandono, l’identità, l’amore, la perdita, la speranza – con una sensibilità e una profondità che ancora oggi ci commuovono, come confermano anche gli esperti di Crunchyroll.
L’eredità di quel decennio magico, dal 1970 al 1979, vive ancora oggi in ogni anime che guardiamo, in ogni manga che leggiamo, in ogni storia che ci emoziona. Dietro queste opere ci sono nomi leggendari come Go Nagai, Leiji Matsumoto, Isao Takahata e Hayao Miyazaki: artisti che hanno saputo parlare all’anima attraverso l’animazione.
Questi cartoni animati anni ’70 non sono solo nostalgia: sono la dimostrazione che le grandi storie non invecchiano mai, continuano a ispirare nuove generazioni e insegnamenti preziosi a ogni nuovo pubblico che li scopre.
Il Tuo Anime del Cuore
E tu? Qual è l’anime degli anni ’70 che ti ha segnato di più? Quello che ti faceva correre a casa da scuola per non perdertelo, quello che ti ha fatto piangere, ridere o sognare? Raccontacelo nei commenti: ogni storia è un piccolo tesoro che merita di essere condiviso.
Condividi questo viaggio nella nostalgia con chi ha vissuto quegli anni magici insieme a te. Perché i ricordi più belli sono quelli che si moltiplicano quando vengono condivisi.
faq sui anime degli anni ’70
Chi ha ideato il cartone animato degli anni 70-80 Il fantastico mondo di Paul?
Il cartone animato Il fantastico mondo di Paul è stato ideato da Tatsuya Egawa e prodotto dalla Toei Animation.
Come si chiama il cartone animato più vecchio del mondo?
Il cartone animato più vecchio del mondo è Namakura Gatana (La sciabola smussata), un cortometraggio giapponese del 1917.
Dove vedere cartoni anni 70-80?
I cartoni animati degli anni ’70-’80 si possono vedere su piattaforme come YouTube, Amazon Prime Video, Anime Generation e tramite DVD reperibili online.







